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A cosa serve (realmente) la finanza agevolata

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La natura di complemento della finanza agevola sui progetti aziendali.

Prendiamo spunto da un caso circolato in questi giorni, vale a dire la vicenda di Buzzoole, che ha ricevuto risposta dopo un lasso di tempo considerevole (ca 3 anni) ad una richiesta di finanziamento fatta su un bando locale (Regione Campania). La Commissione di valutazione ha peraltro ritenuto “non idonea” da un punto di vista tecnico la domanda di Buzzoole, azienda che al momento fattura circa 3M€ sui mercati europei. L’azienda aveva richiesto 25.000€ per l’avvio della propria attività imprenditoriale: ovvio che, se avesse dovuto attendere l’istruttoria della propria domanda, ad oggi sarebbe defunta.

Crediamo che il caso vada letto da due punti di vista: 1) l’effettiva funzione della finanza agevolata nello sviluppo di un progetto aziendale; 2) l’inefficienza del singolo processo.

Vorremmo concentrarci sul primo punto.

  1. La finanza agevolata “agevola” un progetto imprenditoriale, non si sostituisce al capitale di impresa. La legge vieta espressamente gli aiuti di stato. Questo non significa che lo Stato (o le singole regioni) non possano erogare finanziamenti a fondo perduto o tasso agevolato. Significa che deve essere fatta una selezione per individuare i progetti più meritevoli. Tale ragionamento implica che un progetto di impresa debba essere necessariamente sostenuto dal capitale che l’imprenditore mette a rischio. Se non fosse così, ci troveremmo di fronte ad una sorta di imprenditoria Statale, in cui l’ente pubblico sostiene interamente il rischio di impresa.
  2. La finanza agevolata è un complemento al capitale di impresa. Tutti i bandi locali (e sottolineiamo tutti) erogano un finanziamento a parziale copertura dei costi. Questo significa che, fatto 100 il valore di un investimento, l’ente pubblico potrà coprire una quota da un minimo del 20% ad un massimo del 50% (tali percentuali possono variare leggermente, sulla base delle caratteristiche di alcuni bandi). La restante quota deve essere coperta dall’imprenditore. Unica eccezione possono essere quelle misure di finanziamento che erogano un contributo a “tasso agevolato” (prestito con tasso agevolato o, in alcuni casi, pari a 0).
  3. Il finanziamento viene erogato a “rendiconto”. Questo significa che almeno la prima quota di costi (in genere tra il 30% ed il 50%) deve essere anticipato dall’imprenditore. In alcuni casi è prevista la facoltà di chiedere una quota di anticipo, ma su questa in genere l’ente chiede una fidejussione bancaria, i cui costi possono spesso erodere quasi completamente i benefici del finanziamento.
  4. Ogni bando prevede delle voci di costo precise che possono essere portate a rendiconto. I costi esclusi da queste voci (uno per tutti: le ore uomo impiegate dall’imprenditore) sono a totale copertura da parte dell’imprenditore: questo porta spesso a “diluire” l’effettiva percentuale di finanziamento.

Allora, a cosa serve effettivamente la finanza agevolata? Alcune nostre considerazioni, derivanti da ormai 17 anni di esperienza in questo settore.

  1. La finanza agevolata affianca un progetto imprenditoriale, diventa una fonte di finanziamento a complemento dell’attività di impresa. Un progetto che si appoggia interamente su un finanziamento pubblico, è destinato a morire: vuoi per mancanza di un modello di business solido, vuoi perché, in caso di ritardi nelle procedure di erogazione fondi, il rischio (succede) è quello del fallimento;
  2. La finanza agevolata abbatte il rischio di un progetto imprenditoriale. Avere una fonte di liquidità aggiuntiva, può consentire di avviare progetti imprenditoriali a più alto rischio, che comunque devono poter appoggiarsi su un contesto di business solido;
  3. La finanza agevolata azzera o riduce sensibilmente le garanzia sul credito. Tale principio vale essenzialmente per i contributi a tasso agevolato. Il finanziamento al credito ha oggi costi molto bassi. Il problema è quello delle garanzie che vengono richieste a tutela dell’eventuale mutuo o fido. Nel caso di un bando che concede un finanziamento a tasso agevolato, l’ente non richiede garanzie particolari a tutela del proprio credito. Inoltre, la possibilità di combinare un bando di finanziamento con altri sistemi di garanzia (ad es fondo di garanzia per le startup innovative), consente di ridurre ulteriormente l’esposizione su garanzie da parte dell’imprenditore.
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