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5 modelli (+1) di Open Innovation

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5 modelli (+1) di  innvazione aperta.

In oltre 17 anni di attività su progetti di innovazione, spesso di respiro internazionale, mi sono imbattuto in diversi modelli di collaborazione aperta, che di volta in volta vedevano coinvolti diversi attori della filiera dell’innovazione: dalle grandi imprese alle startup, dalle PMI a centri di ricerca, fino ad arrivare alla pubblica amministrazione.

Il concetto di Open Innovation, fatte salve le definizioni ormai consolidate, per me ricade nell’ambito di quelle attività che consentono ad un’organizzazione di sviluppare innovazione, anche in mancanza di risorse interne dedicate.

A mio parere e sulla base delle mie osservazioni dirette, i modelli di Open Innovation possono essere ricondotti essenzialmente a 5 (+1), immaginando una filiera che ha l’obiettivo di portare a mercato un risultato di un progetto di innovazione. Eccoli:

I 5 modelli (+1) di Open Innovation

 

 

1)       Trasferimento Tecnologico. Si tratta forse di uno dei modelli più diffusi. Lo sviluppo dell’innovazione avviene a livello accademico, mentre lo sfruttamento economico viene demandato ad un’azienda che acquisisce i diritti di proprietà intellettuale. Una delle fasi più critiche di tale processo risiede propri nella definizione di un accordo sulla proprietà intellettuale che soddisfi le esigenze di entrambe le parti. Ultimamente, questa funzione viene demandata a spinoff accademici.

2)       Collaborative Innovation. Molto simile al processo di trasferimento tecnologico. In questo caso però, le specifiche del progetto di innovazione vengono definite direttamente dall’azienda ed il quadro di sviluppo e gestione della proprietà intellettuale chiarito fino dalle fasi iniziali del progetto di innovazione.

3)       Startup to enterprise. Il ruolo di attore del processo di innovazione viene demandato ad una startup: azienda fortemente innovativa che ha l’obiettivo di validare velocemente il proprio modello economico e tecnologico. Si tratta di iniziative lanciate da grandi corporate che coinvolgono Startup nel processo di idea generation o implementation.

4)       Contest e Co-Creation. Il processo di innovazione viene sviluppato coinvolgendo attori a monte (es desginer) e a valle (es: clienti) della filiera dell’innovazione. Il contest porta l’azienda a coinvolgere risorse che difficilmente potrebbe impiegare direttamente come personale strutturato (ad es: designer di prodotto), mentre il processo di co-creation coinvolge i (potenziali) clienti del prodotto, raccogliendo suggerimenti ed indicazioni su come modificare e/o aggiungere caratteristiche.

5)       Open Government. Uno dei modelli che si sta recentemente affermando. Le Pubbliche amministrazioni devono raggiungere un equilibrio tra controllo della spesa e miglior servizi per i cittadini. Hanno a disposizione asset molto importanti (ad es: Open data, Centinaia di migliaia di potenziali utenti), che diventano risorse per sviluppare ed erogare nuovi servizi, pagati unicamente dai cittadini che li utilizzano effettivamente (si pensi ai sistemi di gestione delle code negli uffici pubblici).

6)       Bonus Track: Coopetition. Si tratta di un modello ancora poco conosciuto, ma che ha già trovato casi di implementazione. Coopetition sta per collaborazione competitiva: più aziende normalmente concorrenti, collaborano per lo sviluppo di tecnologie di base, utili in futuro per specifiche implementazioni su propri prodotti.